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Una noscosta ragione ha fatto sì che i singoli esseri umani potessero potenziare le loro possibilità cooperando in parallelo tra loro, e ogni generazione potesse apportare il proprio contributo solo inserendosi in serie tra le precedenti generazioni e le successive!!!

Ciro A. R. Abilitato

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Tibetan meditation – 01

Gli uomini, in effetti, non sono altro che orologi! Una volta che siano stati caricati, camminano senza sapere il perché. Ogni atto di concepimento e di generazione rappresenta l’orologio della vita umana che di nuovo si ricarica per riprendere ancora una volta, frase per frase, misura per misura, con variazioni insignificanti, il suo ritornello, già ripetuto un numero infinito di volte. Un individuo, una figura umana, una vita umana, non sono che un breve sogno dello spirito infinito che anima la natura.

Arthur Schopenhauer

Pertanto, ciò che fa diverso un essere umano da un altro, quello che davvero lo distingue da tutti gli altri, rendendolo un essere unico e irripetibile, risiede interamente nella sua interiorità. Sotto questo aspetto, in virtù della sua propria costituzione interiore, non c’è un solo uomo che possa somigliare ad un altro. Tutto il valore di un uomo risiede dunque unicamente nella sua anima. È questa infatti il primo elemento distintivo della personalità, oltre ogni condizionamento esteriore e ogni comportamento geneticamente determinato. Per il resto, ogni uomo, nonostante le insignificanti varianti biologiche, è sostanzialmente identico a ogni altro e null’altro possiede di autenticamente suo.

Ciro A. R. Abilitato

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Deus est sphaera infinita cuius centrum est ubique, circumferentia vero nusquam

[Dio è una sfera infinita il cui centro è ovunque e la circonferenza invero in nessun luogo]

(Pseudo-Ermete, Liber XXIV Philosophorum, prop. 2)

Noi non sappiamo il perché di questo ordine, né cosa possa esserci al di là di esso. Tutto quello che sappiamo è che ne siamo parte, e che la vita sarebbe per noi impossibile, senza quell’inspiegabile sentire nel quale la nostra coscienza sembra talvolta riconoscere come un tiepido alito.

Ciro A. R. Abilitato

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Supervacuum est in praesentia ostendere non sine aliquo custode tantum opus stare nec hunc siderum coetum discursumque fortuiti impetus esse, et quae casus incitat saepe turbari et cito arietare, hanc inoffensam velocitatem procedere aeternae legis imperio tantum rerum terra marique gestantem, tantum clarissimorum luminum et ex disposito relucentium.

È superfluo per il momento mostrare come una così grande opera non possa sussistere senza un guardiano, né come questo convergere e spargersi di stelle non sia un moto casuale. I movimenti dovuti al caso provocano frequente disordine e presto si scontrano tra loro, mentre al comando di una legge eterna procede questa velocità, che porta in sé, senza incontrare ostacoli, tante cose per la terra e per il mare, tante luci di stelle, chiarissime e rilucenti in equilibrato ordine.

Lucius Annaeus Seneca (Andalusia, 4 a.C. – Roma 65 d.C.), De Providentia, 2.

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Tibetan meditation – 02

http://www.youtube.com/watch?v=zaeIfo7nI2g&feature=related

io dico perciò che la comprensione dell’enigma del mondo, pur non potendo mai essere definitiva, a causa dei limiti impostici dalla nostra stessa natura, può tuttavia venire indirizzata su giusti binari. Affinché sia così, essa deve però procedere dalla comprensione del mondo stesso. Anche il compito della metafisica non è di sorvolare l’esperienza, dove appunto si situa questo mondo, ma di penetrarla a fondo, nella consapevolezza che l’esperienza della realtà esterna può essere fonte di retta ed autentica conoscenza soltanto a condizione che proceda di pari passo con quella della realtà interiore, che di per sé non ha confini. Perché la nostra sostanza profonda è la stessa intima sostanza di cui è fatto l’universo intero, e non si trova da questa separata. Ora, una volta che tu sia giunto a questa consapevolezza, devi chiederti: se la Natura è stata capace di fare ciò di cui ho esperienza, cos’altro ancora potrà mai essere capace di fare, e cosa avrà fatto o starà facendo negli infiniti spazi siderali? E una volta che tu sia giunto a questa coscienza, chiediti: io come individuo, noi come esseri umani, noi esseri viventi, noi esseri tutti, possiamo ancora evolverci? C’è qualche prova evidente che ci indichi che ciò è possibile? Se sì, allora in che modo posso farlo almeno io coscientemente, e in che modo potremmo farlo noi esseri umani consapevolmente? Se non altro, almeno per non precluderci la possibilità di sapere quali altre opportunità ci sono offerte da questa forma di esistenza che ci è stata concessa! Perché è per questo che noi viviamo, per sapere cosa dobbiamo fare. Il mondo, in virtù della sua natura profonda, è un essere complesso ed estremamente reattivo. Un essere mutevole, che reagisce ad ogni nostra azione, perfino ad ogni nostro pensiero, che si dilata e si complica a misura che noi progrediamo nei nostri sentimenti e nelle nostre conoscenze. Ciò si ricava dal prendere atto che noi non siamo fatti per un mondo finito, e che il mondo di cui siamo parte non è un mondo morto e inerte, ma vitale. La prova più evidente del fatto che la natura non ci ha progettati per un mondo finito risiede nella constatazione che noi siamo irresistibilmente spinti a sopravanzare con l’immaginazione, il sentimento, la ragione e l’intuizione non solo i confini della realtà più immediata, ma anche quelli delle più lontane realtà di cui la scienza umana ci dà prova. D’altra parte, la sola idea che il mondo sia limitato è motivo di grandi ingiustizie tra gli uomini, perché legittima in qualche modo l’odio tra i simili e la sopraffazione. In un mondo che potesse essere conosciuto definitivamente nella sua interezza, l’essere umano sarebbe irrimediabilmente destinato alla pazzia! Se il mondo fosse davvero una simile cosa, esso sarebbe una mostruosità priva di senso e sotto ogni riguardo ingiustificabile. Sarebbe una cosa impossibile ad esistere, perché si troverebbe in contraddizione con se stesso. Ciò che invece la realtà esprime sin nei suoi più insignificanti aspetti, è che le cose sono messe in tutt’altro modo, e che non c’è niente per noi di più prezioso del tempo.

Ciro A. R. Abilitato

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La macchina del tempo – Parte 1

http://www.youtube.com/watch?v=fBbS2xWv5vQ

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La macchina del tempo – Parte 2

http://www.youtube.com/watch?v=ybeZINgNTxM

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La macchina del tempo – Parte 3

http://www.youtube.com/watch?v=y09UlDZIaPQ

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Tibetan Monks Chanting – Temple Ceremony Drukpa Kagyu

http://www.youtube.com/watch?v=en312YYZrgI&feature=related

Dove ha sede il gusto?

Un maestro offrì al suo discepolo una grossa fetta di melone, attese che egli ne assaggiasse e poi gli domandò: «Come ti sembra?» e aggiunse «Ha gusto?». «Oh, sì! Un gusto squisito!» rispose il discepolo. Il maestro gli pose allora questa domanda: «Dov’è, secondo te, il gusto, nel melone o nella lingua?».

Il discepolo rifletté e si addentrò nei meandri di un complesso ragionamento: «Il sapore deriva non soltanto dall’interazione tra il gusto del melone e quello della lingua, ma anche dall’interrelazione che sussiste tra… ». Stolto! Tre volte stolto!» lo interruppe il maestro in un impeto d’irritazione. «Perché complichi in tal modo il tuo ragionamento? Dimmi, il melone è buono?». «Sì!» rispose il discepolo. «E allora basta questo a spiegare dove sia il gusto. La sensazione è buona. Di altro non c’è bisogno».

Questo racconto è un Koan, ossia un tipo di quesito che nello Zen Soto il maestro assegna ai discepoli, e che non ammette soluzioni analitiche ma solo intuitive. Il gusto si trova infatti nel melone, nel palato e in ciò che intercorre tra l’uno e l’altro. L’intuizione è una forma ragionativa che ha in sé la proprietà più evidente del fulmine, che è quella di svilupparsi lungo la via più breve che tra il cielo e la terra riesca immediatamente ad aprirsi.

Ciro A. R. Abilitato

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Choir of Gyuto Monks – Singing (Yamantaka puja)

http://www.youtube.com/watch?v=Tf22JS9IGFs&NR=1&feature=endscreen

Sono sulla terra come su un pianeta estraneo sul quale fossi caduto da quello che abitavo [...] Mi dedico dunque interamente alla dolcezza di conversare con la mia anima, giacché è la sola cosa che gli uomini non possono togliermi.

Jean-Jacques Rousseau

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Mantra-Om Gurvay Namaha-Vyanah

L’errore è il nemico contro il quale i più saggi spiriti d’ogni tempo sostennero sempre una lotta ineguale. Ciò che riusciremo a strappargli costituisce il solo vero patrimonio dell’umanità.

Arthur Schopenhauer

Il mago ricordò bruscamente le parole del dio. Ricordò che di tutte le creature che compongono l’orbe, il fuoco era l’unica a sapere che suo figlio era un fantasma. Questo ricordo, tranquillizzante al principio, finì col tormentarlo. Temette che suo figlio meditasse su questo strano privilegio e scoprisse in qualche modo la sua condizione di mero simulacro. Non essere un uomo, essere la proiezione del sogno di un altr’uomo: che umiliazione incomparabile, che vertigine. A ogni padre interessano i figli che ha procreato (che ha permesso) in una mera confusione o felicità; è naturale che il mago temesse per l’avvenire di quel figlio, pensato viscere per viscere e lineamento per lineamento, in mille e una notte segrete.

Il termine del suo rimuginare fu brusco, ma lo precedettero alcuni segni. Primo (dopo una lunga siccità) una remota nube sopra un colle, leggera come un uccello; poi, verso sud, un cielo rosa come la gengiva del leopardo; poi le fumate, che arrugginirono il metallo delle notti; infine la fuga impazzita delle bestie. Poiché si ripeté ciò che era già accaduto nei secoli. Le rovine del santuario del dio del fuoco furono distrutte dal fuoco. In un’alba senza uccelli il mago vide avventarsi contro le mura l’incendio concentrico. Pensò per un istante di rifugiarsi nell’acqua; ma comprese che la morte veniva a coronare la sua vecchiezza e ad assolverlo dalle sue fatiche. Andò così incontro ai giorni di fuoco: che non morsero la sua carne, che lo accarezzarono e inondarono senza calore né combustione. Con sollievo, con umiliazione, con terrore, comprese allora che anche lui era una parvenza, e che un altro stava sognandolo.

Jorge Luis Borges

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Concierto de Jordi Savall – Jerusalèm, la ciudad de las dos paces

http://www.youtube.com/watch?v=1sLwoG6QQXg

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Medieval Music – Alfonso X el Sabio – Cantiga 10: Rosa das Rosas

http://www.youtube.com/watch?v=XgjZxQLiv7k

Non è affatto improbabile che nel fiore più delicato e nascosto risieda la ragione vera dell’intero universo.

Ciro A. R. Abilitato

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Stella Splendens in Monte from the “Libre Vermell of Montserrat” – Corvus Corax version

http://www.youtube.com/watch?v=UYg36LHwsLw

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Medieval Music – Alfonso X el Sabio – Cantiga 103: Quena Virgen ben servirá a Parayso irá

http://www.youtube.com/watch?v=3z7Q5y-AXfs

La nota Cantiga CIII di Alfonso el Sabio racconta di un monaco che chiede alla Vergine di fargli conoscere in vita le delizie del paradiso. Il monaco, passeggiando per il convento trova una fonte chiara, presso la quale sente il canto di un uccellino, i cui gorgheggi lo affascinano. Quando giunge quella che egli crede essere l’ora del pranzo, il monaco fa ritorno al convento, ma trova che tutto è cambiato, accorgendosi che tra la sua partenza e il suo ritorno sono trascorsi trecento anni.

Ciro A. R. Abilitato

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Medieval Music – Vox Vulgaris – De Jordiska Frojdernas

http://www.youtube.com/watch?v=fQaeh1VPGEg

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Medieval Music – Vox Vulgaris – Esek Bayrami

http://www.youtube.com/watch?v=CR5QtORKGYE

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Italian Medieval Music – Ensamble Lucidarium – Chantus pour la fete de Pourim

http://www.youtube.com/watch?v=DH3WtuL7h3c

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Musica Sefardita − Savina Yannatou – sueño de la hija del rey

http://www.youtube.com/watch?v=-lVflOgZ2hE

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Liuto – Paul O’Dette – Las Gallardas (John Dowland)

http://www.youtube.com/watch?v=613nUS1m3j8

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Concierto de Jordi Savall – Jerusalèn: La Ciudad de las dos paces

http://www.youtube.com/watch?v=1sLwoG6QQXg

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Jordi Savall – Üsküdara

http://www.youtube.com/watch?v=_OMh0u-ir9w

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Medieval – Stella Splendens in monte – Llibre Vermell de Monserrat (Anonimo 1396-’99) − 1

http://www.youtube.com/watch?v=ED1PnwtQpr4

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Medieval – Stella Splendens in monte – Llibre Vermell de Monserrat (sec. XIV) − 2

http://www.youtube.com/watch?v=EaW-P1SUM6o

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Medieval – Stella Splendens in monte – Llibre Vermell de Monserrat (sec. XIV) − 3

http://www.youtube.com/watch?v=UYg36LHwsLw

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Mandolini napoletani –

http://www.youtube.com/watch?v=GwII1aKhZcI

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Mandolini napoletani – Mandolini a congresso – C. A. Bracco

http://www.youtube.com/watch?v=tNSlcWu8KM8

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Vivaldi – Concerto in do magg per mandolino, archi e cembalo – RV425

http://www.youtube.com/watch?v=LPIZbBH-FNY

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Mantra-Om Namaha Shivay

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The Passion of the Christ _ Film 2004

http://www.youtube.com/watch?v=MNPoxmwLC1c

Ciò che questo film racconta è ormai storia, leggenda e motivo di fede religiosa. Ma si ripete ininterrottamente ogni giorno in mille parti del mondo, sotto gli occhi di tutti, con i più deboli e con i migliori. L’egoismo umano non si ribella mai al male, aborre il bene e lo respinge con forza, perché è incapace di sentimenti puri di affetto. Come può mai spiegarsi il fatto che la gran parte degli uomini siano rimasti così ottusi, nonostante tutta la scienza dei nostri tempi? C’è da chiedersi a quale paradiso aspiri per sé chi per puro costume aderisce ad una fede religiosa, e quale comodo mondo pensi sia possibile per sé chi abbia o non abbia sentimenti religiosi. I sogni migliori vanno realizzati con impegno costante di giorno in giorno, altrimenti sono destinati a rimanere ascritti alla categoria dei puri vagheggiamenti. Ma moltissimi uomini, alla stregua delle amebe, del tutto privi di sogni e di interiorità, credono che l’intero mondo non sia che la misera pozza in cui sono contenti di stare. E questo semplicemente perché temono di dover perdere qualcosa di proprio. Un mondo tanto vile e angusto quanto falso, al quale si pretende con arroganza che riponga fede finanche chi avrebbe migliori motivi di non pensarla così. D’altra parte, ben pochi sono in ogni generazione umana gli uomini veri, coloro che hanno nutrito nobili sogni per l’umanità intera, sacrificandovi la propria vita. Tutti gli altri rimangono al confronto pallide imitazioni d’uomini appena abbozzate nel fango.

Ciro A. R. Abilitato

Sacrificio

Circa il sacrificio e lo spirito di sacrificio, le vittime la pensano di solito diversamente dagli spettatori, ma da tempo immemorabile non si è mai data loro la possibilità di dirlo.

Friedrich Nietzsche

Ci sono moltissimi esempi di vittime che hanno continuato a dire come la pensavano anche dopo il sacrificio, e dalle quali è venuta all’umanità intera la più grande ricchezza che si possa immaginare. Alcune hanno cambiato la storia, altre ci dicono tuttora che la storia può essere ancora cambiata.

Ciro A. R. Abilitato

From the Album “12 O’Clok” (1975) – Jiesus − by Vangelis (Evangelios Odysseas Papathanassiau)

http://www.youtube.com/watch?v=z4R4PVEwX5U

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La Marcia dei Re di Laois – La cornemuse (o musette) du centre

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St. Laurence O’Toole Concert 2010: March of the King of Laoise – Mac Donald-Tully

http://www.youtube.com/watch?v=QNL7hFhpEBw

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La zampogna (o ciaramella): anima del Sud Italia

L’Italia ha avuto una cultura plurimillenaria, che gli italiani, in circa quarant’anni di cattiva amministrazione e di cattivi governi, hanno lasciato distruggere dal sistema dei partiti e dai faraoni della politica in cambio di miseri avanzi. Ora che anche questi sono venuti a mancare, in quanto i faraoni della politica italiana non ritiengono necessario concedere al popolo nemmeno più le briciole delle loro gozzoviglie, gli italiani cominciano ad accorgersi di essere stati defraudati dei loro diritti, mentre un certo numero di approfittatori continua ad accumulare ricchezze incalcolabili. Due perciò sono le cose: o gli italiani sono un popolo di sprovveduti, per cui mai nulla cambierà per loro, o sono un popolo oppresso, avvilito, volutamente mantenuto nell’ignoranza e nella miseria, perché così a qualcuno fa piacere che sia. In quest’ultimo caso l’emancipazione dal servaggio e dall’arretratezza non sarà un regalo dell’attuale sistema politico, fondato sullo strapotere dei partiti e sugli interessi della casta di palazzo, ma dovrà essere conquistata con l’impegno civile di ciascun cittadino. Non sarà facile liberarsi degli autocrati e degli inetti, ma è l’unica cosa che potrà consentire al popolo italiano di esprimere al meglio tutte le sue capacità e di risollevarsi dalla crisi che lo attanaglia, che non è solo economica, bensì soprattutto civile, di identità e di vedute. Per uscire dalle sabbie mobili in cui sono precipitati, gli Italiani dovranno prima di tutto aggrapparsi a un’idea di futuro che essi sentono di poter perseguire, e decidere cosa vogliono essere, quale posto il paese dovrà conquistarsi nel mondo e come ciò dovrà avvenire. Se non faranno questo nei tempi più brevi, essi verranno irrimediabilmente risucchiati dal gorgo che per ora li sta solo soffocando. Insomma, gli Italiani devono imparare ad essere un paese fondato su regole chiare che valgano per tutti. Nessuna partita potrà mai essere giocata, se ogni giocatore, compreso il baro, non riconosce le regole del gioco nel quale ci si vuole cimentare.

Ciro A. R. Abilitato

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Gregorian chant – Puer natus est nobis – Micrologus

http://www.youtube.com/watch?v=GB4IyNZjlZ4

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Medieval Music – At Frederick II’s court – Sebastiano Occhino

http://www.youtube.com/watch?v=PUGYlGNhcRc

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Medieval music –Trotto − Micrologus

http://www.youtube.com/watch?v=RV7Y9aDyUqE

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Medieval music – Saltarello n. 2 − Micrologus

http://www.youtube.com/watch?v=eOmQ5tw0NVc

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Medieval music – Saltarello n. 4 − Micrologus

http://www.youtube.com/watch?v=EO7v_PP_fgo

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Medieval music – Lamento di Tristano / La Rotta − Micrologus

http://www.youtube.com/watch?v=wqAh4v6Agj8

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Medieval Music – Untitled French dance 13th century – Micrologus

http://www.youtube.com/watch?v=frtRfQsQzVw

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The Highland Session (1) – O’Donnell’s Return

http://www.youtube.com/watch?v=BZhRrTg5Ywg

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Irish Dance –

http://www.youtube.com/watch?v=wtqzapmfS9c

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Bagpipes and Uilleann pipes duet –

http://www.youtube.com/watch?v=fNhWxH_NUh8

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Feet of Flames Monks –

http://www.youtube.com/watch?v=5izF6nw-xiM

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Mongolian music – Khusugtun gurvan toom – Ethnic Ballad Group

http://www.youtube.com/watch?v=fTxH4_5nylY

Mongolian music – Chinggis Khaanii Magtaal – by Altai Khairkhan

http://www.youtube.com/watch?v=gCrkfvKbk6k

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Mongolian music – Khan Bogd – Höömij − Mongolia

http://www.youtube.com/watch?v=RME7sT9wkeI

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Mongolian music – Khan Bogd – Chinggis Ayalguu

http://www.youtube.com/watch?v=5rVqehgx_pQ

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Mongolian music – Khan Bogd – Tumen Agt

http://www.youtube.com/watch?v=xsqam9Jg-qM

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Medieval Music – Jordi Savall – La seconde Estampie Royale

http://www.youtube.com/watch?v=TqZUNDyfq1s

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Cistercian chant – Odoriferum Lilium

http://www.youtube.com/watch?v=GkdtYIPN9ic

Nessun uomo può davvero entrare in contatto con la propria natura e comprendere appieno la propria condizione, fin quando non sia in grado di trascendere i condizionamenti della società in cui vive e distinguere se essa promuove o ostacola al suo interno il pieno sviluppo della persona umana e la solidarietà tra gli individui. Se le interdizioni, le costrizioni, la mancanza di equità e la contraffazione dei valori più autentici dovessero apparire naturali, allora vorrebbe dire che si è persa la capacità di entrare in intimo contatto con se stessi e di capire quale sia la propria effettiva condizione e quella dei propri simili. Una persona che sia giunta a tal grado di annientamento non è che un alienato: la sua mente non può concepire nulla più di bello, nulla di nuovo, nulla di veramente importante. La sua vita sarà come un’ombra che scivola furtiva sulla superficie delle cose del mondo, finché non si estingue del tutto, senza aver nulla compreso di quanto si sarebbe dovuto comprendere.

Ciro A. R. Abilitato

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African Percussion –

http://www.youtube.com/watch?v=Mrq6Rcq0F8c

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Spirit of Africa –

http://www.youtube.com/watch?v=ucxaMdNkE38

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Jirì Wehle di Praga − Lorelei

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Pirinsko oro za ramo – Macedonian Folk Music

http://www.youtube.com/watch?v=o2NfFhz7AcM

Quel che ci dicono non è mai la verità, ed è contraddetto dai fatti

Spesso ci dicono che la società umana è in grave squilibrio perché la vita degli esseri umani si è allungata troppo. È una fandonia! In realtà, il motivo vero sta nel fatto che cominciamo ad essere troppi, e che l’economia occidentale è troppo aggressiva.

La vita dell’uomo occidentale non si sta per nulla allungando, ma sta peggiorando qualitativamente. Un peggioramento che non si produce in secoli, ma di anno in anno.

Nella regione autonoma dell’Abchasia, situata tra il Caucaso, la Georgia sud-occidentale e il Mar Nero, ci sono popoli i cui membri vivono in ottima salute anche fino a 160 anni, e sostenendo un ritmo di vita che sarebbe impossibile per la gran parte degli occidentali. E così nella regione di Hunza, a nord del Pakistan, e in Perù, nella piccola valle di Vilcabamba.

Ritengo che nella società occidentale ci siano molte cose sbagliate dovute soprattutto allo smisurato egoismo e all’avidità senza nome di chi si trova ai vertici del potere economico. Mi piace immaginare che nel futuro, qualora vi si arrivi, la popolazione umana si sarà gradualmente ridotta alle dimensioni che il modo aveva all’epoca di Marco Polo. Con una tecnologia e un’economia molto evolute, ma rispettose dell’uomo e della natura. Un sistema, naturalmente, in cui sia dato ampio spazio e valore alle culture del pascolo e dell’aratro, e dove la politica sia lasciata ai saggi membri, votati alla povertà, di isolate comunità monastiche.

Ciro A. R. Abilitato

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Blagoja Deskovski – Ribaska oro

http://www.youtube.com/watch?v=08SI7vn96FQ&feature=related

Danza tradizionale macedone

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Raina – Shto imala kismet stamena

http://www.youtube.com/watch?v=J2eKjZvC4zM

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Macedonian Folklore Dance Ensemble “Tanec” – Osogovka Oro

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Macedonian Folk Dance – “Gajdarsko oro” – Pece Atanasovski

http://www.youtube.com/watch?v=elriz1OZleA&feature=related

Macedonia

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Macedonian Folk Song – Ajde vino pijam − “Stefche Stojkovski”

http://www.youtube.com/watch?v=NtAF7Q9Ohjc&feature=related

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Što mogu gajde – Stefče Stojkovski (Skopje, Makedonija)

http://www.youtube.com/watch?v=l2uMzqAhzQs&feature=related

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Sinisa Grujoski Dervisko Oro

http://www.youtube.com/watch?v=H-bI-K_OapY&feature=related

I Latini li chiamavano Galli a motivo del loro modo di adornarsi e del terrificante suono delle loro cornamuse, che stridevano come voci di animali strozzati. Davvero eccezionale questo giovane suonatore di gaita macedone. Non è affatto facile domare un simile strumento ribelle, che imita ora la voce della timida pecorella, ora quella del travolgente ariete, ora l’ostile richiamo del gallo che invita all’adunata i pastori della campagna, sparsi tra monti inaccessibili, lungo pendii boscosi, in forre profonde e in valli isolate, e che tende a stonare in modo incredibile se non si osservano determinati accorgimenti tecnici. Quanto più veloci e morbidi sono i passaggi ed elaborati gli ornamenti, tanto più la melodia risulta ammaliante. Nelle sterminate solitudini dei campi e dei boschi, la cornamusa, questo antichissimo organo portativo, è la sola compagnia del pastore errante. Il suo suono continuo stabilisce la cadenza dei passi di una danza, e quindi anche di una marcia ritmata, che altro non è che una danza, lungo un percorso articolato, il quale riproduce il disegno di una figura involuta che via via si complica, avvolgendosi in vario modo su se stessa per riprodurre la forma di una spirale. Le note intessono sulle lunghe canne motivi più o meno complicati e frenetici che diventano, al momento opportuno, messaggi da far giungere a grandi distanze. Le danze galliche sono la più antica rappresentazione del labirinto, nel cui centro, nelle viscere della terra, è situato, secondo una credenza risalente all’età del bronzo, l’altare della dea chiarissima, chiamata anche La Purissima Madre o La Signora del labirinto. I fieri pastori guerrieri, dei quali questo strumento è il simbolo, sono gli stessi che nella rappresentazione del presepe vigilano dinanzi all’umile capanna del divino bambino appena venuto al mondo. Essi sono gli stessi dèmoni che sorvegliano le antiche cattedrali d’Europa.

Ciro A. R. Abilitato

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Deliverance Film 1972 − Dueling Banjos

http://www.youtube.com/watch?v=NFutge4xn3w

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Danza tradicional Israelita – Hashu’al

http://www.youtube.com/watch?v=QwLRUrReknQ&feature=fvwrel

«cum sapientem negastis insanire, non negastis et alienari et parum sana verba emittere et quidquid vis morbi cogit audere; cum sapientem negastis servum esse, idem non itis infitias et veniturum et imperata facturum et domino suo servilia praestaturum ministeria: ita sublato alte supercilio in eadem quae ceteri descenditis mutatis rerum nominibus.»

[dopo aver negato che il sapiente possa impazzire, dite che esce di senno ed emette parole poco assennate e osa qualunque cosa a cui la forza della malattia lo spinge; dopo aver negato che il sapiente possa essere schiavo, ammettete la medesima cosa, cioè che sarà venduto, che eseguirà gli ordini e che presterà al suo padrone i servigi propri degli schiavi: così altezzosi, vi piegate a ciò cui soggiacciono gli altri, dopo aver cambiato il nome delle cose.]

Lucio Annèo Seneca (Andalusia, 4 a.C. – Roma 65 d.C.), De Constantia Sapientis [La fermezza del saggio], 3.

Il sapiente può anche impazzire in un mondo privo di equità e di umanità, ed essere tratto in schiavitù, ma la sua pazzia, cagionata dalla scelleratezza e dalla miserabilità degli altri, sarà pur sempre saggezza, e la sua vera condizione interiore sarà pur sempre quella di un uomo fondamentalmente libero.

Ciro A. R. Abilitato

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Hija Mia – Andalo-Sephardic song – Amina Alaoui

http://www.youtube.com/watch?v=XAPzqAAvcTc&feature=related

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Medieval Music – Three Basse Dance

http://www.youtube.com/watch?v=PCq-hEOKorI

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Ravi Shankar & Anoushka Shankar (sitar) – Raag Khamaj

http://www.youtube.com/watch?v=9xB_X9BOAOU&feature=related

Il massimo rimedio per la mente consiste nella possibilità di scoprire pochi pensieri dai quali scaturiscano in ordine altri infiniti pensieri, allo stesso modo in cui da pochi numeri (presi dall’uno al dieci) si possono derivare in ordine tutti gli altri numeri.

Tutto ciò che noi pensiamo, o si concepisce per se stesso o implica il concetto di qualcos’altro.

Tutto ciò che è implicato nel concetto di qualcos’altro, a sua volta o si concepisce per se stesso o implica il concetto di qualcos’altro ancora, e così di seguito.

Pertanto, o si deve procedere all’infinito o tutti i pensieri si risolvono in quelli che si concepiscono per se stessi. Se nulla si concepisce per se stesso, allora non si può concepire affatto nulla. Infatti, ciò che si concepisce per mezzo di altri concetti, in tanto verrà concepito in quanto vengono concepiti quegli altri concetti che si concepiscono per se stessi.

Illustrerò la situazione per mezzo di una similitudine: ti faccio dono di cento monete che devo ricevere da Tizio, ma qualora Tizio ti rimandi da Caio, e Caio da Mevio, di modo che tu venga rimandato di continuo, si potrà dire che tu non abbia mai ricevuto nulla.

È necessario che i concetti che si concepiscono per se stessi siano più d’uno. Sia infatti a un concetto che viene concepito per mezzo di b (ossia che implica b). Dico che a necessariamente implica non soltanto b, ma anche qualcos’altro in più, poiché se viene concepito solo per mezzo di b, non si potrà certamente concepire alcunché in a che non si possa concepire in b, e pertanto non vi sarà alcuna differenza tra a e b. Il che è contrario all’ipotesi, in quanto abbiamo posto che a venga concepito per mezzo di un altro concetto, ossia b. Pertanto è necessario che a venga concepito almeno mediante altri due concetti, ad esempio b e c.

Per quanto siano infiniti i concetti che si concepiscono, è tuttavia possibile che pochi siano i concetti che vengono concepiti per se stessi. Infatti, mediante la combinazione di pochi concetti se ne possono comporre infiniti. Anzi, ciò non soltanto è possibile ma è anche credibile o probabile, perché la natura suole fare le cose più complesse impiegando il numero più piccolo possibile di elementi, ossia suole operare nel più semplice dei modi.

L’Alfabeto dei pensieri umani è il catalogo di quei concetti che si concepiscono per se stessi e dalla combinazione dei quali si ottengono tutte le altre nostre idee.

Gottfried Wilhelm Leibniz

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Anoushka Shankar (sitar) with Tanmoy Bose (tabla) − Your Eyes

BELLISSIMA COMPOSIZIONE, STUPENDA ESECUZIONE!!!

In questa esecuzione la musica mi piace quanto la bellissima Anoushka e il simpatico Tanmoy che ne sono parte

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Anan Ajad – Devil and Eve

Il brano di Ajad che qui presento, diversamente dalle immagini del video (sarebbe stato meglio rappresentare degli antichi templi immersi in una fitta foresta!), racconta della disperazione di una vergine che è stata scelta fra le più sane e belle ragazze della tribù per essere sacrificata alla divinità nel corso di un rituale propiziatorio. La giovane vittima viene lasciata scappare nella foresta per essere poi inseguita e infine braccata come una preda. Quando, dopo l’inutile ed estenuante fuga, nel corso dell’inseguimento rituale, l’innocente fanciulla viene catturata, ella è condotta dinanzi al collegio dei sacerdoti e al popolo, e senza possibilità di indulgenza, viene immolata sull’altare del sacrificio. Questo atteggiamento mentale nei confronti di una divinità fittizia e sanguinaria non è tipico soltanto delle società primitive, ma anche della contemporanea società umana, che troppo spesso sacrifica, senza trarne alcun vantaggio, quanto di più prezioso possiede nell’inseguire confusi ideali di perfezione e di benessere. Il demonio della tradizione giudaico-cristiana, di solito, non è così sbrigativo e brutale; è un essere civile, raffinato, dai modi squisiamente urbani: sa rendersi desiderabile, conosce l’arte della seduzione, i suoi argomenti sono suasivi e promette ricompense. In questo caso, infatti, il peccato è sempre trasgressione, mai sopraffazione o imposizione, ed ha in sé i caratteri dell’adesione volontaria, del trasporto e della voluttà. È per questo motivo che, entro determinati limiti e per ragioni non ancora ben chiare alla scienza moderna, c’è qualcosa di desiderabile e di non condannabile nell’antico concetto biblico di peccato. Esiste tuttavia un’altra realtà, più ancestrale, che talvolta, con ogni ragione, avvertiamo come estranea, ineluttabile, malefica, spietata ed inumana, o extraumana…

http://www.youtube.com/watch?v=hGaEkRryRkY

Kamasutra, ovvero come e perché la brutalità sia totalmente da escludere nella pratica amorosa e nell’esercizio del sesso in genere

In uno soltanto − il più rinomato nel morboso Occidente − dei 36 capitoli dell’opera di Vatsyayana Mallanaga, scritta nel V secolo a. C. in sanscrito e intitolata “Vātsyāyana Kāma Sūtra“, ossia “Aforismi di Vatsyayana sull’amore”, sono descritte e raffigurate 64 posizioni amorose, le quali sono fatte derivare da otto modi primari moltiplicati per otto varianti fondamentali. Il resto dell’opera è invece una guida su come essere un buon cittadino e sulla cura degli affari, con sezioni dedicate alle relazioni tra uomini e donne. In questo testo, dove la prosa si raccorda senza tracotanza al verso, l’atto amoroso, che ha carattere inevitabilmente sacro, giacché l’amore occupa il terzo posto nella scala dei valori del trivarga, è definito una ‘unione divina’, e si dimostra come il sesso non fosse in sé ignobile né vergognoso, anche quando praticato al di fuori del matrimonio, naturalmente con consapevole riduzione delle sue possibilità nella circoscritta fruizione del piacere, purché non vi si dedicasse in modo frivolo e superficiale. La stessa raccomandazione si ripete per la musica, per il canto, per la danza e per le arti figurative, con ammaestramenti pratici che riguardano la decorazione degli altari, la preparazione di corone floreali e l’allestimento di svariati altri tipi di ornamenti. L’intera opera, che si rivolge ad un pubblico socialmente elevato e raffinato, insegna che l’unione amorosa è un compenetrarsi di anime, e che il piacere dell’uno sta nel piacere dell’altro; o meglio, che il piacere dell’uno è il piacere dell’altro! I numerosi precetti contenuti in questo antico trattato indiano di educazione sessuale, molti dei quali si ritrovano nelle leggi di Manu, vale a dire nel Manusmrti o Manava-Dharmasastra, che è il più importante testo sacro dell’induismo, come anche le approfondite argomentazioni sul bacio e i preliminari, ci inducono a riflettere sul fatto che per scopi diversi da quelli propriamente amatori non è necessario ricercare la cooperazione di un partner. In alcuni casi può infatti bastare andare al cinema o iscriversi ad un corso di arti marziali, in altri frequentare una scuola di arti grafiche o di danza, in altri ancora può essere risolutivo e tutt’altro che disdicevole tentare di eliminare alla radice il problema, se particolarmente fastidioso.

Ciro A. R. Abilitato

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Lone Piper – Edinburgh Military Tattoo 2007

http://www.youtube.com/watch?v=KR5Iu9gyLXo&NR=1&feature=endscreen

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Scottish Pipes & Drums – Isle of Skye – Albannach

http://www.youtube.com/watch?v=WXPktqkYbdE&feature=related

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The Dark Island – Great Highland Bagpipes

http://www.youtube.com/watch?v=nIbhUbsIIGc&feature=related

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Kathryn Tickell performs at Brass Durham International Festival 2011 – Northumbrian Small Pipes

http://www.youtube.com/watch?v=bHUO7_lEl38&feature=related

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Eleusian Mysteries − Demeter / Ceres

http://www.youtube.com/watch?v=lgp8vbT80gI

IL LADRO DI MIELE

Un’ape punse un giorno il ladro Amore,

mentre da un favo il miele rubava;

lo punse dappertutto sulla punta delle dita.

Preso dal dolore, sulla mano si soffiò,

batté i piedi e fece un balzo; e mostrando

ad Afrodite il suo malanno, così si lagnava: “L’ape è una

così piccola bestiola, ma che grandi ferite procura!”

E la madre ridendo: “Perché tu, come le api, non sei così piccolo?

E non sono così feroci le ferite che infliggi?”.

Teocrito di Siracusa (315 – 260 a.C.)

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Ghiannis Markopulos – Chi pagherà il traghettatore?

http://www.youtube.com/watch?v=hK95EavfLOM&feature=related

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Enya – My it Be [Possa essere].

http://www.youtube.com/watch?v=X759hCWMGmI&feature=fvwrel

Possa una stella della sera

far risplendere la sua luce su di te.

Possa, quando l’oscurità discende,

Il tuo cuore esser puro.

Tu percorri un sentiero solitario.

Oh, che lunga distanza ti separa dalla tua casa.

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Giunta è la notte.

Abbi fede, e troverai il tuo cammino.

Calata è la notte.

Una promessa ora risiede dentro di te.

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Possa il richiamo delle ombre

Volarsene lontano.

Possa il tuo viaggio continuare

Alla luce del giorno.

Quando la notte sarà sconfitta

Tu potrai sollevarti e ritrovare il sole.

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È arrivata l’oscurità.

Abbi fiducia, e troverai la tua strada.

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Scesa è la notte

Una promessa dimora dentro di te ora.

Una promessa vive ora dentro di te.

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Ancient Egyptian Music – Lotus on the Nile

http://www.youtube.com/watch?v=zVE052V0ung&feature=related

La conoscenza dunque non genera il bene stesso, ma rappresenta per noi l’inizio dell’oggetto da conoscere. Approfittiamo dunque di questo inizio e percorriamo il tutto rapidamente; giacché tortuosa è la via che abbandona le cose familiari e presenti per ritornare a quelle antiche e originarie. Le cose visibili infatti ci rallegrano, mentre diffidiamo di quelle invisibili. I mali sono tra le cose più visibili, mentre il bene è invisibile: non ha né forma né figura; è perciò simile a se stesso e diverso da qualunque altra cosa. È impossibile infatti che un essere incorporeo sia visibile a un corpo. Questa è la differenza del simile rispetto al dissimile e ciò che per difetto è il dissimile rispetto al simile. Essendo dunque la monade principio e radice di tutte le cose, è presente in queste come loro radice e principio. E, quanto al principio, da se stesso e da nient’altro è scaturito, se è il principio di tutte le altre cose. Poiché dunque è la monade il principio, essa comprende l’insieme senza essere compresa da niente e genera ogni numero senza essere generata da nessun altro numero.

Corpus Hermeticum

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Ancient Egyptian Music – Song of the Pharaohs

http://www.youtube.com/watch?v=WWErSfJWzzo&feature=related

Γνθι σεαυτόν (ghnôthi seautón)

Lat.: nosce te ipsum

It.: Conosci te stesso

Apoftegma che trovavasi scritto nel tempio dell’Oracolo di Delfi, divenuto il motto di Socrate di Atene (470 – 399 a.C.), equivale a “NON INGANNARE TE STESSO”.

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Egyptian Music – Shadows of the ancient empire

http://www.youtube.com/watch?v=_5BwgCeZ–w&feature=fvsr

IMPREVIDENZA DI DIO

L’inferno non fu un’idea di Dio. Esso è il prodotto dei migliori sforzi dell’uomo. Dio non si dedicò che al paradiso. Forse, se avesse cominciato dall’inferno, le cose sarebbero andate meglio… !

Ciro A. R. Abilitato

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Musica antica Roma – Pavor [Spavento]

http://www.youtube.com/watch?v=5KFMTnGEE7Y

Admiror, paries, te non cecidisse ruina,

qui tot scriptorum taedia sustineas.

[Mi meraviglio, muro, che non sia caduto in rovina,

tu che sostieni l’ingrato peso di così tanti slogan elettorali]

Pompei, graffito elettorale inciso nella Basilica e ripetuto nel Teatro Grande e nell’Anfiteatro.

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Musica antica Roma – Magna Mater –Ercolano

http://www.youtube.com/watch?v=bTBlQkOdZco

GRAFFITO POMPEIANO

SULLA FONTANA:

Fonticula pisciculo suo

plurimam salutem.

[La fontanella saluta tanto il pesciolino suo]

SOTTO, SULLA VASCA:

Pisciculum animo grato fonticulae suae plurimas gratias agit et resalutat

[Il pesciolino riconoscente ringrazia moltissimo la sua fontanella e ricambia il saluto]

——————————

Antica Pompei, graffito inciso su una parete della casa di Filippo in corrispondenza di una fontana. Sulla sottostante vasca, andata perduta, doveva trovarsi il secondo graffito.

Questo graffito esprime una verità strepitosa: la vita del pesciolino dipende dall’acqua della fonte, mentre quello dell’umile fonte non è che un tenero affetto, nel quale risiede il delicatissimo e raffinato piacere di ospitare e tenere in vita il pesciolino nella sua acqua limpida. Naturalmente, per chi si avvicini alla fonte per dissetarsi, la vita e la vitalità del pesciolino sono anche i chiari indizi della salubrità dell’acqua. È del resto evidente come il graffito stesso si compiaccia di recare in semplice, disarmante e divertente veste metaforica il suo acuto messaggio a chi lo legga.

Talvolta accade che, quando una persona verso la quale nutriamo un delicato affetto tocca qualche oggetto che ci appartiene da cui è incuriosita, e a cui siamo legati in modo particolare, è come se la nostra sensibilità si trasferisse in quell’oggetto, per cui, quando esso è toccato, noi avvertiamo dei brividi. Lo stesso piacere è quello provato dalla fonte nel sapere che il pesciolino sta bene nella sua acqua.

Ciro A. R. Abilitato

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Ancient Roman Music – Tiasus (Il Tiàso) − Synaulia XII

http://www.youtube.com/watch?v=IbobyIEt9Rc&feature=relmfu

«se tu farai qualcosa di nobile che richieda fatica, la fatica se ne andrà, e ciò che rimane è il bello; se con piacere farai qualcosa di spregevole, il piacere se ne va, il turpe rimane».

Musonio Rufo, sec. I d.C., filosofo romano-etrusco (la trascrizione è di un discepolo greco)

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Ancient Roman Music – Synaulia XI

http://www.youtube.com/watch?v=yrPWA4GNi0E&feature=relmfu

«C. Mario L. Valerio cons. [a.U.c. 654], fax ardens Tarquiniis late visa subito lapsu cadens. Sub occasu solis orbis clipei similis ab occidente ad orientem visus perferri. In Piceno terrae motu domicilia ruinis prostrata, quaedam convulsa sede sua inclinata manserunt. Fremitus armorum ex inferno auditus. Quadrigae aureatae in foro pedibus sudaverunt».

Julius Obsequens, sec. IV d.C.

«Nel consolato di Gaio Mario e Lucio Valerio [anno 654 dalla fondazione di Roma / 100 a.C.], a Tarquinia una fiaccola ardente fu vista per largo spazio, mentre con scorrimento repentino [dal cielo] cadeva. Verso l’ora del tramonto del sole un corpo rotondo simile ad un clipeo [scudo metallico da combattimento a forma di disco] fu visto passare rapidamente da occidente a oriente. Nel Piceno le abitazioni rovinarono a causa di un terremoto e certune, sconvolte le loro fondamenta, rimasero inclinate. Fu udito come un fragore sotterraneo di armi [un rumore metallico, come di ferraglia]. Nel Foro le quadrighe dorate [i cavalli delle quadrighe] sudarono dalle zampe».

Giulio Ossequente, sec. IV d.C.

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Ancient Roman Music – Synaulia – Baccus

http://www.youtube.com/watch?v=6MZqp1nGL7I

«L. Marcio Sex. Julio cons. [a.U.c. 663], in Spoletino colore aureo globus ignis ad terram devolutus, maiorque factus e terra ad orientem ferri visus magnitudine solem obtexit».

Julius Obsequens, sec. IV d.C.

«Nel consolato di Lucio Marzio e di Sesto Giulio [anno 663 dalla fondazione di Roma / 91 a.C.], nel territorio di Spoleto un globo di fuoco di colore aureo discese verso terra e, aumentato in dimensioni, da terra fu visto rapidamente muoversi verso oriente, ricoprendo per la sua grandezza il sole».

Giulio Ossequente, sec. IV d.C.

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Ghironda o gironda, detta anche viola da orbi (fr. vielle à roue, ingl. hurdy gurdy )− Andrey Vinogradov − Ty riabinushka, raskudriavaia

http://www.youtube.com/watch?v=oGCRi-bO2sA&feature=related

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Jirì Wehle, Praga, 2008 − Hráč na niněru / Hurdy-gurdy player

http://www.youtube.com/watch?v=Mpe8YQVkdYE

Voce incredibile. Simpaticissimo Jiri Wehle. Esecuzione appassionata e commovente!

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Maria Carta − Dies Irae

http://www.youtube.com/watch?v=XrPllDqGW6k

Inno composto nel XIII secolo da Tommaso da Celano (Celano della Marsica 1190 ca. – San Giovanni in Val dei Varri, Tagliacozzo, 1260 ca.) e reso in lingua sarda (dialetto logudorese), nel XVIII secolo, dal teologo e filosofo Giovanni Maria Dettori (Tempio Pausania, 29 luglio 1773 – Torino 19 maggio 1836).

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Ensamble Setar – Gioiosamente canto – Guido delle Colonne (1210-1287)

http://www.youtube.com/watch?v=B0dnwNdOxM4

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Ghironda o gironda, detta anche viola da orbi (fr. vielle à roue, ingl. hurdy gurdy ) – Amoroso in G

http://www.youtube.com/watch?v=rF5UM0EKR5M&feature=related

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Jirì Wehle, Praga, 2008 − Hurdy-gurdy player

http://www.youtube.com/watch?v=Pr6S23FTXJc

Sempre bravo, Jiri Wehle.

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Byzantium Rediscovered II – Pirrica (danza di guerra in armi)

Terrificanti inni di guerra e di vendetta simili a questo, che scandisce il ritmo di un’antichissima danza preparatoria alla battaglia, si innalzavano nelle notti che precedevano lo scontro dagli accampamenti degli eserciti traci e macedoni sin da prima dei tempi di Alessandro.

A tratti, nel suono della gaita si ode una voce di donna: è la voce della dèa, che è ora la divinità del focolare domestico, della terra e dei campi, ora la divinità della guerra. Per questo il suono della cornamusa è così potente. Ma può anche essere dolcissimo.

http://www.youtube.com/watch?v=4Q7j5IVsQ5w

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The Justinian Dynasty of Byzantium

http://www.youtube.com/watch?v=L-pcGUIzeak

L’egoismo è la legge prospettica della sensibilità, secondo cui le cose più vicine appaiono grandi e pesanti, mentre in lontananza perdono tutte grandezza e peso.

Friedrich Nietzsche

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Il Giudizio Universale – film del 1961 diretto da Vittorio De Sica

È un film del 1961 del produttore Dino De Laurentiis, diretto da Vittorio De Sica e tratto da un soggetto di Cesare Zavattini.

http://www.youtube.com/watch?v=wbDL5Kvhp_s

IL GIUDIZIO UNIVERSALE – NINNA NANNA

Un ipocrita e falso schiavista, chiamato dalla voce del giudice supremo che tuoneggia dal cielo, intona la suggestiva ninna nanna corale. Nel film è di scena la condizione umana, nei suoi aspetti tristi, tragici e anche grotteschi. C’è il fatuo perbenismo di un mondo che sta conoscendo il boom economico del dopoguerra e che è già tutto concentrato su se stesso, assorbito nei suoi interessi materiali, nelle sue attività di facciata, nei suoi trastulli, nel suo individualismo e nei suoi problemi quotidiani. Un mondo che non è ancora pronto, che ha ancora da percorrere la sua strada, tutta ancora in salita; un mondo che non ha ritrovato se stesso e che, in definitiva, proprio per questo, commuove. È un mondo ancora immaturo, diviso, lontano dal realizzare ciò che sarebbe sin da subito possibile, in cui tutto appare falso e ogni cosa è ridotta a spettacolo, nel quale soltanto gli spiriti semplici sembrano, in un certo senso, condurre vita a sé, al di fuori della commedia, pur facendo parte della stessa realtà e dovendo sottostare alle sue leggi. È un mondo che per certi aspetti, fa cadere le braccia, per il quale sembra che non ci sia nulla che si possa fare. Non è certo questo un mondo da giudicare severamente e da condannare. È un mondo nel quale c’è ancora molta sofferenza, per il quale Dio stesso non può fare altro che fargli dono del sole, invece di martoriarlo inutilmente con un altro diluvio. Almeno il sole fa bene a tutti indistintamente. Tutti, anche senza sapersi spiegare il perché, sono felici di godere della sua compagnia.

Ciro A. R. Abilitato

http://www.youtube.com/watch?v=nehOOUQbqKA

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Ancient Roman Music – “The Forum” – Rome soundtrack

http://www.youtube.com/watch?v=Qf4NGEibHgI&feature=related

«M. Cicerone C. Antonio cons. [a.U.c. 691], fulmine pleraque decussa. Sereno Vargunteius Pompeiis de caelo exanimatus. Trabis ardens ab occasu ad caelum extenta».

Julius Obsequens, sec. IV d.C.

«Sotto il consolato di Marco Cicerone e di Gaio Antonio [anno 691 dalla fondazione di Roma / 63 a.C.], un gran numero di cose venne colpito dal fulmine. A cielo sereno, Vargunteio Pompeio fu ucciso dal fulmine. Una trave ardente si estese a ovest fino a notevole altezza.

Giulio Ossequente, sec. IV d.C.

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Ancient Rome

http://www.youtube.com/watch?v=Ud2qmGz2Alw&feature=related

«Q. Metello L. Afranio cons. [a.U.c. 694], die toto ante sereno circa horam undecimam nox se intendit, deinde restitutus fulgor. Turbinis vi tecta deiecta. Ponte sublapso homines in Tiberim praecipitati. In agris pleraque arbores eversae radicibus. Lusitani Gallaeci devicti».

Julius Obsequens, sec. IV d.C.

«Nel consolato di Quinto Metello e di Lucio Afranio [anno 694 dalla fondazione di Roma / 60 a.C.], in un giorno prima completamente sereno, verso l’undicesima ora [verso le 16:30], discesero le tenebre, poi la luminosità fu restituita. Alcuni tetti furono rimossi dalla violenza di un turbine. Caduto un ponte, degli uomini precipitarono nel Tévere. Nella campagna molti alberi furono divelti dalle radici.

Giulio Ossequente, sec. IV d.C.

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The seven ancient wonders of the world

http://www.youtube.com/watch?v=8oMnzAL_f_Q&feature=relmfu

1) Il Faro di Alessandria (fu fatto costruire sull’isola di Pharos, di fronte al porto di Alessandria d’Egitto, dal mercante greco Sostrato di Cnido nel 300-260 a.C. su un progetto di Tolomeo I Sotere e del figlio Tolomeo II Filelfo; misurava 134 m di altezza e poteva essere visto a 48 chilometri di distanza; rimase attivo fino al XIV secolo, quando venne distrutto da due terremoti)

2) Il Colosso di Rodi (raffigurava il dio Elios, circa 32 m di altezza, sec. III a.C.; fu ralizzata dallo scultore Carete di Lindo, detto Caletus, che fu allievo di Lisippo di Sicione)

3) I Giardini pensili di Babilonia (voluti nel 590 a.C. dal re Nabucodonosor II, anche se la leggenda li attribuisce alla regina assira Semiramide, vissuta nel IX-VIII secolo a.C.)

4) Il Mausoleo di Alicarnasso (monumentale tomba che Artemisia fece costruire nel 351 a.C. in memoria del marito Mausolo, satrapo della Caria; vi lavorarono artisti come Prassitele, Briassi, Leochares, Timoteo e Skopas)

5) L’Artemision, ovvero il Tempio di Artemide a Efeso (voluto da re Creso di Lidia nel 560 a.C. e progettato dall’architetto Chersifrone di Cnosso, chiamato Clesifonte; dopo la sua morte la costruzione del tempio fu continuata dal figlio Metagete)

6) La Statua crisoelefantina di Zeus ad Olimpia (realizzata dallo scultore ateniese Fidia nel 436 a.C.)

7) La Piramide di Cheope a Giza (fatta erigere come monumento funebre dal faraone Cheope della IV dinastia nel 2570 a.C.)

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Malechesh –Mesopotamian Music

http://www.youtube.com/watch?v=vww7eQYhPMc

«Cn. Domitio M. Messala cons. [a.U.c. 701], Lupi in urbe visi. Nocturni ululatus flebiles canum auditi. Simulacrum Martis sudavit. Fulmen tota urbe pervagatum pleraque deorum simulacra decussit, homines exanimavit. Urbs lustrata».

Julius Obsequens, sec. IV d.C.

«Sotto il consolato di Gneo Domizio e di Marco Messalla [anno 701 dalla fondazione di Roma / 53 a.C.], dei lupi furono visti in città. Vennero uditi flebili ululati notturni di cani. La statua di Marte sudò. Un fulmine, vagando per tutta la città, abbatté un gran numero di simulacri degli dèi ed uccise degli uomini. La città fu poi purificata.

Giulio Ossequente, sec. IV d.C.

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Medieval music: Il lamento di Tristano − La rotta

http://www.youtube.com/watch?v=ANKGbj-RQJo

Montai a cavallo, venivamo sollecitamente alla volta di Roma. Arrivati che noi fummo in un certo poco di rialto, era di già fatto notte, guardando in verso Firenze tutti a dua d’accordo movemmo gran voce di maraviglia, dicendo: – Oh Dio del cielo, che gran cosa è quella che si vede sopra Firenze? – Questo si era com’un gran trave di fuoco, il quale scintillava e rendeva grandissimo splendore. Io dissi a Filice: Certo noi sentiremo domane qualche gran cosa sarà stata a Firenze.

Benvenuto Cellini (1500-1571) − La vita di Benvenuto Cellini scritta da lui medesimo, I, 89.

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Musica Andina −Pan Flute − Danza de los sicuris

http://www.youtube.com/watch?v=ef2LI9GU-qA&feature=relmfu

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Tibetan singing bowls and didgeridoo − Allen Smith − Rainbow

http://www.youtube.com/watch?v=CbY0AumIjO4

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Sioux Indian Traditional song – AIM

http://www.youtube.com/watch?v=CxYTGl9KUNA&feature=related

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Italian bagpipes – La zampogna – Tralallero

http://www.youtube.com/watch?v=6gLVvPZMWnA

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Italian bagpipes – La piva emiliana – Teleman concert n. 3 for Bagpipe and orchestra

http://www.youtube.com/watch?v=YNXQpyvDY08

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Italian bagpipes – La piva emiliana – Vivaldi – Concert. n°6 for Bagpipe and Orchestra

http://www.youtube.com/watch?v=CbxQT5L4-rQ

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Richard Parkes da Newtownards alla great higland bagpipe (cornamusa scozzese) e Trevor Stewart da Belfast alla Uilleann pipes – Scottish bagpipes and Irish Uilleann pipes duet

http://www.youtube.com/watch?v=fNhWxH_NUh8&feature=fvwrel

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Scottish small pipes − James suona la sua cornamusa in un soleggiato pomeriggio presso il Castello di Dunottar

http://www.youtube.com/watch?v=Agq1y65E7UA

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Scottish small pipes – Dark Isle

http://www.youtube.com/watch?feature=endscreen&v=xW4YshMFlM8&NR=1

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Liam O’Flynn (Uilleann pipes) – Planxty, Jenny’s Wedding, The Virginia, Garret Barry’s, Reels

http://www.youtube.com/watch?v=AOjYKx4LMkc&feature=related

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Pierangelo Bertoli & i Tazenda – Spunta la luna dal monte

http://www.youtube.com/watch?v=zEtAVF2xBKY&feature=related

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Sardegna − Tenores di Bitti – Mialinu Pira / Milia vattu sa Trota

http://www.youtube.com/watch?v=xSSWrZ_4xb4&feature=related

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No potho reposare – Maria Carta

http://www.youtube.com/watch?v=NAQ6ZfROQgc

Non posso riposare, amore del cuore

sto pensando a te ogni momento.

Non essere triste, gioiello d’oro,

nè addolorata o in pensiero.

Ti assicuro che desidero solo te

perchè fortemente t’amo, e t’amo e t’amo…

se fosse possibile, prenderei

dell’angelo l’invisibile spirito;

ruberei dal cielo il sole

e le stelle in tutte le loro forme,

e ti regalerei un mondo bellissimo

per elargirti qualsiasi bene.

occhi tristi, con ricordi deliziosi

come ombre che scompaiono al mattino

come immagini che diventano realtà,

chiederei ad ogni cuore innamorato

se hanno visto al mondo tanto amore,

e perchè tanto amare provoca tanto dolore?

originale sardo:

Non potho reposare amore e coro

pensende a tie so donzi momentu,

no istes in tristura prenda ‘e oro

nè in dispiaghere o pensamentu.

T’assiguro ch’a tie solu bramo

ca t’amo forte t’amo, t’amo, t’amo.

Si m’ essere possibile d’anghelu

s’ispiritu invisibile piccabo

sas formasa e furabo dae chelu

su sole sos isteddos e formavo

unu mundu bellissimu pro tene

pro poder dispensare cale bene.

Ojos tristos cun delicios e ammentos

che umbras mi lassades su manzanu

preguntende a dogni coro amadu

a immagine chi si formant in beru

si idu an’in su mundu tantu amore

ca amare tantu est sì tantu dolore.

Si idu an’in su mundu tantu amore

ca amare est sì tantu dolore..

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A fitzu meu – Maria Carta

http://www.youtube.com/watch?v=wkhe3t_xWjI&feature=related

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Disisperada, a mama mia – Maria Carta

http://www.youtube.com/watch?v=FFirdZLC2FU

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Morena me Ilaman (Musica Sefardì / Sephardic Song – Judeo-Spanish music)

Savina Yannatou

http://www.youtube.com/watch?v=4NhW_6O71D4

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Wiccan Dance/ The Mummers’ Dance – Loreena-Mckennitt

http://www.youtube.com/watch?v=ikJshh5bL1s

When in the springtime of the year

When the trees are crowned with leaves

When the ash and oak, and the birch and yew

Are dressed in ribbons fair.

When owls call the breathless moon

in the blue veil of the night

When shadows of the trees appear

amidst the lantern’s light.

We’ve been rambling all the night

and sometime of this day

Now returning back again

we bring a garland gay.

Who will go down to those shady groves

and summon the shadows there

And tie a ribbon on those sheltering arms

in the springtime of the year.

The sounds of birds seem to fill the wood

and when the fiddler plays

All their voices can be heard

long past their woodland days.

We’ve been rambling all the night

and sometime of this day

Now returning back again

we bring a garland gay.

And so they linked their hands and danced

’round in circles and in rows

And so the journey of the night descends

when all the shades are gone.

A garland gay we bring you here

And at your door we stand

Here’s a sprout, well budded out

The work of our Lord’s hand.

We’ve been rambling all the night

and sometime of this day

Now returning back again

we bring a garland gay.

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Danza wiccan (stregonesca) / il ballo dei guitti – Loreena-Mckennitt

Traduzione

Quando nella primavera dell’anno

gli alberi sono coronati di foglie;

quando il frassino e il rovere, e la betulla e il tasso

sono vestiti con splendidi nastri;

Quando i gufi chiamano la luna esanime

nel velo blu della notte;

Quando le ombre degli alberi appaiono

frammiste alla luce delle lanterne;

Abbiamo vagato tutta la notte

e per parte di questo giorno.

Adesso, tornando di nuovo

portiamo una vivace ghirlanda.

Chi andrà per quei boschi ombrosi

ed evocherà laggiù le ombre

e legherà un nastro su quei rami ospitali

nella primavera dell ‘anno.

I canti degli uccelli sembrano riempire il legno,

tanto che quando il violinista suona,

tutte le loro voci possono essere udite,

sebbene lontano dai loro giorni nei boschi.

Abbiamo vagato tutta la notte,

e per parte di questo giorno;

Adesso, tornando di nuovo

portiamo una vivace ghirlanda.

E così giunsero le mani e danzarono,

tutto intorno, in cerchi e in file.

E così volge al termine il viaggio della notte

quando tutte le ombre vanno svanendo.

Una gaia ghirlanda noi qui ti portiamo

e alla tua porta sostiamo.

C’è qui un tallo ben germogliato,

opera della mano di Nostro Signore.

Abbiamo vagato tutta la notte,

e per parte di questo giorno.

Adesso, tornando di nuovo,

portiamo una vivace ghirlanda.

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Modest Petrovich Mussorgsky: Night on Bald Mountain / Una notte sul Monte Calvo

http://www.youtube.com/watch?v=Txo06c1k9sk

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La sorprendente magia di Jerome Murat – Estatua viviente asombrosa

http://www.youtube.com/watch?v=6-p7bPdCjj0&feature=fvsr

Pericolo nella voce

Con una voce troppo forte in gola, si è quasi privi della possibilità di pensare cose sottili.

Friedrich Nietzsche

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Ancient Greek music – Lament (2-3th century AD)

http://www.youtube.com/watch?v=xotPWR5I8RY

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Moesia by Arany Zoltán

http://www.youtube.com/watch?v=-bQfXkQ30CM&feature=related

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Greek Orthodox Chant − Christ is Risen Ancient Melody

http://www.youtube.com/watch?v=YirUDKzk7U8&feature=related

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Hungarian folk music from Transylvania by Arany Zoltán

http://www.youtube.com/watch?v=sC2yEFpacIE&feature=related

Essere profondi e sembrare profondi

Chi si sa profondo, si sforza d’esser chiaro; chi vorrebbe sembrare profondo alla moltitudine, si sforza d’essere oscuro. La moltitudine prende infatti per profondo tutto ciò di cui non può vedere il fondo: è per questo che è così timorosa e che va in acqua tanto a malincuore!

Friedrich Nietzsche

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Danza Macabra –Charles Camille Saint-Saëns

http://www.youtube.com/watch?v=EcOZmtbLRP0&feature=related

Nella solitudine

Quando si vive soli, non si parla troppo forte e nemmeno si scrive troppo forte, perché si teme la vuota risonanza, la critica della ninfa Eco. Così, tutte le voci suonano in maniera diversa, in solitudine.

Friedrich Nietzsche

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Medieval Chant of the Templars. Antiphona: Salve Regina

http://www.youtube.com/watch?v=4FeBll6sd0o&feature=related

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Saltarello (s.XIV/14th century)

http://www.youtube.com/watch?v=yzW1P_v6-to&feature=related

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Ductia (Anonymous, 13th century)

http://www.youtube.com/watch?v=wa0IN02qoJI&feature=related

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Bulgarian choir and gaida − Medieval Music – Santa Maria, estrella do dia (in Spanish)

http://www.youtube.com/watch?v=g2B7eE-Rq8c

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Bulgarian choir and gaida − Medieval Music – Miri it is whilë summer ilast

http://www.youtube.com/watch?v=nJavKQfCluk

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Irish Uilleann pipes – Gay McKeon in Ned O’Shea’s Pub ( The Merchant ) Dublin.

http://www.youtube.com/watch?v=dq3m_R3Lnu4

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Arabic Orthodox Chant

http://www.youtube.com/watch?v=gwdIyg1oSXU&feature=relmfu

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An Arabic Christmas Carol − Byzantine Hymn of the Nativity

http://www.youtube.com/watch?v=MvjiVam2HO4

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Magici profumi d’oriente

Ogni arte esprime i più diversi contenuti attraverso una sua forma propria. Nell’arte la forma vale perciò quanto la totalità dei significati connessi al suo oggetto, la quale deve sempre sopravanzare la somma dei singoli ingredienti. L’esatta dimensione dell’arte si pone proprio in questo sovrappiù, che peraltro è impossibile e inutile cercare di misurare. La scienza e il calcolo si fermano infatti molto prima. E la musica, come non è difficile costatare, è l’unica arte la cui forma è il suo stesso contenuto. In certi luoghi nascosti dell’anima, dove i campi non risentono del peso del lento aratro né dei limiti imposti dal tempo, essa è talvolta un giardino incantato, dove tra siepi fragranti di tenere note, i festosi spiriti della campagna ora danzano, ora invece ascoltano, ammaliati da una soave melodia.

Ciro A. R. Abilitato

http://www.youtube.com/watch?v=BklL7xf6krg&feature=related

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Chinese Erhu

http://www.youtube.com/watch?v=DI4m3AEy3RI&feature=related

A DORSO D’ASINO

Tutti gli altri montano su cavalli pasciuti,

Ed io soltanto mi siedo sul dorso d’un asino.

Ma se mi volto vedo i portatori,

E il mio cuore ritrova la serenità.

Wang Fan-Tche (VII secolo d.C.)

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DAL CUORE PALPITANTE DELLA TERRA

Bulgaria (antica Tracia) – Kaba gaita

Si dice che a tratti, nel suono della gaita, si oda in sottofondo un canto, una voce di donna, talvolta anche moltiplicata. È la voce della dèa.

http://www.youtube.com/watch?v=eAVZasbdp88&feature=related

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Sardegna (Italia) – Launeddas

Giancarlo Seu – Canti di canne

Ille ego qui quondam gracili modulatus avena

carmen, et egressus silvis vicina coëgi

ut quamvis avido parerent arva colono,

gratum opus agricolis, at nunc horrentia Martis.

(Vergilius, Aeneis, I, prooemium a-d)

Io, colui che un tempo modulò il carme che impiega le gracili

canne, e che uscito dai boschi obbligò le vicine campagne

a cedere ai desideri del più impaziente colono,

facendo agli agricoltori opera grata,

ora invece canto le orride imprese di Marte.

(Virgilio, Eneide, I, proemio a-d)

http://www.youtube.com/watch?v=7BzvNPbC5zM

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