IL FINE GIUSTIFICA SEMPRE I MEZZI?

Il fine giustifica tutti i mezzi?

Il machiavellismo volgare intende questa espressione nel senso che un qualunque scopo da doversi realizzare legittima l’impiego di qualsiasi mezzo che ne consenta il conseguimento. Tale interpretazione è sostanzialmente erronea, perché nessuno scopo può venire realizzato ricorrendo ad un mezzo qualsiasi. Ci sono sempre mezzi adatti al fine da conseguire e mezzi meno adatti o del tutto inadatti. Inoltre, la scelta del mezzo è inevitabilmente legata alle possibilità offerte dalle circostanze e alle risorse di chi deve conseguire un fine prefissato. Il significato autentico dell’espressione è quindi che il fine deve sempre poter rendere ragione dei mezzi impiegati per conseguirlo. Difatti, rispetto a un determinato fine si sceglieranno solo particolari mezzi piuttosto che altri, siano essi i più diretti, i più convenienti o i più pratici. In latino l’espressione potrebbe essere resa con “actionem comprobat propositum (o consilium)”, ‘l’azione conferma il proposito’; cioè l’azione, l’opera, l’impresa rende evidente quel che era nelle intenzioni. I fini si concretizzano sempre in progetti che servono a realizzare qualcosa, e possono essere conseguiti in maniera ottimale solo ricorrendo ai mezzi più idonei ed efficaci che la ragione suggerisce. Sia il fine che i mezzi sono legati a scelte, le quali sono a loro volta espressione di una valutazione razionale. Un fine nobile, che non sia conseguibile se non mediante il ricorso a mezzi ripugnanti è esso stesso ripugnante, in quanto entra in contrasto con la ragione che lo ispira. Solo un folle potrebbe perseguire un fine senza l’opportuna considerazione dei mezzi da impiegare, come nel caso di chi volesse raggiungere il fine della pace sterminando i suoi simili, o di chi volesse sconfiggere definitivamente una malattia uccidendo tutti quelli che ne sono affetti. Quindi, l’espressione “il fine giustifica i mezzi” non è affatto sbagliata, perché i mezzi tendono sempre ad essere i più adatti al fine, relativamente alle possibilità consentite dai principi di chi agisce. È questo il senso pragmatico dell’espressione. Quando si dice che il fine non giustifica i mezzi, si intende dire che i mezzi non sono adeguati o non si conformano al sistema di valori su cui sono fondate le scelte. Mezzi apparentemente buoni possono nascondere un fine indesiderabile, così come un fine desiderabile può essere perseguito con mezzi sconvenienti o inadatti. L’affermazione “nessun fine giustifica i mezzi impiegati” è lecita quando i mezzi risultano particolarmente esecrabili, mentre dire “nessun fine giustifica tutti i mezzi” è valida solo nel caso di un fine lecito. In generale, un fine moralmente buono giustifica solo mezzi moralmente buoni, mentre un fine moralmente cattivo giustifica non solo mezzi moralmente cattivi, ma anche mezzi apparentemente buoni, cioè tutti i mezzi che valgano al conseguimento del fine. In effetti, sotto questo aspetto, il male morale ha più possibilità rispetto al bene, ma non garantisce ciò che è in grado di garantire il bene. L’aspetto morale è dunque intrinseco al problema dei fini e dei mezzi. I mezzi possono essere riconosciuti moralmente giusti solo quando sono funzionali alla realizzazione di un fine utile e moralmente desiderabile, mentre sono metodologicamente adeguati quando costituiscono la via migliore per la realizzazione del fine (giusto o ingiusto che sia). Il motivo della cattiva interpretazione del motto va ricercato nel suo uso provocatorio, quando in risposta alle affermazioni di qualcuno si conclude dicendo: “insomma, il fine giustifica i mezzi”; come per dire “considerato il fine, allora tutti mezzi sono buoni?”. Spesso, inoltre, l’espressione “il fine giustifica (o ha giustificato) i mezzi” viene pronunciata a titolo di difesa o di discolpa, quando la gravità di una situazione ha reso necessario il ricorso a mezzi non del tutto degni di approvazione e quindi per qualche ragione discutibili. In questo caso, infatti, ciò che sostanzialmente si intende dire è che “la situazione ha giustificato il ricorso ai mezzi impiegati, in quanto non si è potuto fare altrimenti, non si aveva alternativa”. Quindi, non il fine, ma le circostanze hanno giustificato i mezzi impiegati. Ad ogni modo, è utile ricordare che il fine deve sempre giustificare i mezzi. Di conseguenza, quando presunti buoni fini non trovano giustificazione nei mezzi impiegati, è lecito chiedersi se non ci siano aspetti nascosti nei fini a cui qualcuno vuole che gli altri credano.

Ciro A. R. Abilitato

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5 risposte a IL FINE GIUSTIFICA SEMPRE I MEZZI?

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